DISLESSIA : QUANDO A MONTE CI POSSONO ESSERE ANCHE PROBLEMI VISIVI.

E' uno degli assunti emersi dalla conferenza interdisciplinare presentata un mese fa, nell’ambito della XIII edizione di Bergamo Scienza, presso l’Istituto Leonardo da Vinci, cui hanno preso parte oltre 250 persone.

 

Durante l’incontro “Dislessia: impariamo a conoscerla” Silvio Maffioletti, docente di Ottica e Optometria all’Ateneo di Torino, ha presentato gli aspetti visivi connessi al disturbo e le modalità cliniche da adottare per la loro valutazione, ponendo soprattutto in evidenza quanto l’analisi visiva sia importante. «In alcuni casi, infatti, le abilità visive di base in possesso dei bambini possono essere inadeguate o inefficienti e ciò induce significative difficoltà nella decodifica della lettura che, nel caso dei soggetti con dislessia, si sovrappongono ai problemi già presenti – ha detto Maffioletti - Una compensazione ottica può a volte essere efficace, altre volte è invece opportuno un percorso optometrico di potenziamento delle abilità visive».

 

Gian Marco Marzocchi, docente dell’Università di Milano Bicocca, ha poi presentato gli aspetti cognitivi correlati alla lettura, mentre Andrea Facoetti, docente del dipartimento di Psicologia dell’Università di Padova, ha illustrato lo stato dell’arte della ricerca sull’attenzione visiva spaziale e le prospettive perseguite dal suo gruppo di lavoro, di cui fanno parte anche Sandro Franceschini, Simone Gori, Luca Ronconi e Aaron Seitz. Proprio il team di Facoetti ha recentemente prodotto un’importante ricerca, pubblicata sul numero di settembre di Cerebral Cortex, che ha collegato le difficoltà di lettura di alcuni bambini dislessici alle loro preesistenti difficoltà nella percezione del movimento, le quali ora, grazie a questo lavoro, appaiono identificabili e precocemente compensabili. «L’articolo ha avuto grande risonanza in tutto il mondo scientifico, dimostrando come all’origine della dislessia ci sia un problema della via magnocellulare-dorsale ovvero dell’insieme delle aree cerebrali che permettono la percezione del movimento e la localizzazione degli oggetti nello spazio - spiega Maffioletti a b2eyes TODAY - Uno splendido lavoro italiano, che apre nuove e positive prospettive nel trattamento dei bambini dislessici, che potranno essere individuati più precocemente e, ancora quando non leggono, accedere a terapie specifiche ed efficaci»

 

 

Fonte B2Eyes Today